Perché l’Italia non è family friendly?

L’Italia non è un paese family friendly. Punto e basta. E non ci sono ragioni oggettive per le quali non dovrebbe esserlo. Le famiglie italiane non sono forse il primo ammortizzatore sociale? Non sono loro a tappare i buchi della disoccupazione, del precariato e della crisi economica?

Un dato di fatto e un valore. Noi italiani crediamo nella forza del legame di sangue. Quando ci chiedono di trasferirci per lavoro, la prima cosa che valutiamo è quanto saremo distanti dai nostri genitori. Più di quanto ci pagheranno per il nostro trasferimento. Ci amiamo per qualità e per quantità di ore passate insieme. Skype e le chat non bastano per farci sentire uniti. Gli spaghetti sono il sapore della nostra unione. Fili intrecciati e imbevuti di sugo di pomodoro al basilico. La bellezza delle nostre scogliere sono un film impresso dentro i nostri occhi. La scenografia dei nostri abbracci.

Questo bel Paese però non ama le famiglie. Dove sono le strutture adatte ai bambini? Un po’ di qua e un po’ di là, esperimenti sporadici, soprattutto concentrati in città cosmopolite come Milano. Ma se abitiamo nella bassa padana o a Caltanissetta cosa facciamo? Ristoranti senza seggioloni, senza area bimbi. Alcuni si spacciano family friendly proponendo semplicemente menu per bambini a base di cotoletta e patatine fritte. Perché non proporre piatti sani e contribuire a promuovere un’educazione alimentare corretta anche a ristorante?

I fasciatoi sono rari, spesso confinati in qualche autogrill dalle pessime condizioni igieniche. Hotel che fanno pagare il pernottamento anche ai neonati. Ma stiamo scherzando? Aree giochi? Ce le hanno solo i MC Donald’s. Parliamo poi delle condizioni delle mamme al lavoro? Quali sono le aziende che hanno creato i parcheggi rosa o che integrano il 30% dello stipendio durante il periodo di maternità facoltativa, una vera e propria miseria? La Lamborghini, dove le mamme percepiscono ben il 60%. E poche altre aziende, credo.

 

Happy Families - Parigi

Happy Families – Parigi

In Francia a Parigi è stato aperto un centro multiservizi per famiglie, Happy Families, (http://happyfamilies.fr), con tanto di caffetteria, ristorante, parrucchiere e palestra con annessi servizi di baby sitting. Start upper illuminati che hanno creduto nella famiglia come big spender. Ed è così.

Perchè non consentire al genitore di dedicare tempo a se stesso e nel frattempo garantire un servizio di intrattenimento per i più piccoli? La mamma si rilassa e i figli si divertono. Una formula intelligente generatrice di un profitto sicuro. Chi non sogna almeno una volta al mese di rilassarsi dalla parrucchiera, di farsi la manicure o una lezione di Zumba senza sensi di colpa? Io Io Io!

 

E poi c’è tutta l’Europa del Nord. La Germania, l’Austria, con le mille trovate in ogni angolo di bosco a misura di bambino. O la Danimarca, che regge lo scettro di paese family friendly, incoronata tale dalla guida Lonely Planet nel 2014.

Danimarca

Danimarca

Stazioni ferroviarie, aeroporti e treni sono tutti dotati di baby-aree che consentono ai genitori di rilassarsi, sapendo che i loro figli sono al sicuro e si stanno divertendo. Per non parlare delle Gallerie d’arte e i musei, luoghi solitamente riservati agli adulti in cui i piccoli si annoiano e fanno spesso capricci. Un esempio su tutti Il Louisiana (www.louisiana.dk), che accompagna i bambini alla scoperta dell’arte attraverso una casetta a tre piani organizzata con cinema, sale di danza, teatrini e sale giochi. Nello Statens Museum for Kunst (www.smk.dk) di Copenaghen è presente invece una vera e propria Galleria d’Arte per bambini mentre nel Nationalmuseet (www.natmus.dk), il Museo Nazionale, c’è una sezione speciale per i più piccoli, dove imparano divertendosi.

Legoland

Legoland

Se vogliamo farci ancora più male pensiamo a Legoland (http://www.legoland.dk), il parco dedicato ai celebri mattoncini, nato nel 1968 e rimasto il più amato parco divertimenti per bambini della Danimarca, o l’itinerario delle fiabe, per ripercorrere le favolose avventure di Hans Christian Andersen. E in Italia come abbiamo valorizzato il patrimonio letterario che abbiamo? Quali modi intelligenti abbiamo escogitato per avvicinare i più piccoli alla lettura col divertimento? Abbiamo il Parco di Pinocchio a Collodi. Bhé, allora andiamo alla grande…

bambini futuro

 

Il futuro sarà costruito dai nostri bambini. Più il loro Paese li amerà, più loro lo ameranno. E lo renderenno migliore. Questa è la base di tutti i circoli virtuosi, nel business e nella vita.

 

 

 

 

 

8 Comments

    1. No, sono emiliana. Quella foto però racchiude L’immagine di un’Italia che ama poco le famiglie. Che con uno scivolo e su un fazzoletto di prato pensa di avere fatto quello che a un paese si chiede di fare per le nuove generazioni.

  1. come non quotarti, amaramente? Siamo anni luce indietro a Paesi come l’Austria…c’è da provare vergogna, e invece “andiamo avanti così”.

    1. In Italia non si fa cultura sulle famiglie. E questi i risultati. In vacanza così ce ne andiamo all’estero e facciamo girare l’economia da un’altra parte. Amo profondamente il mio paese e proprio per questo l’arrabbiatura è tanta.

  2. Tuttavia oggi se si vuole intervenire sulle politiche fiscali e assolutamente necessario affrontare prima di tutto proprio questa intersezione, perche e sempre piu chiaro che senza politiche fiscali adeguate le famiglie saranno sempre piu in difficolta, cosi come e altrettanto chiaro che nessuna riforma del fisco sara equa se non sara finalmente a misura di famiglia.

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