Ninfee nere di Michel Bussi

“Con Monet non vediamo il mondo reale, ne cogliamo le apparenze”

Per il mese di Maggio ho pensato di proporvi un thriller originale e raffinato: “Ninfee Nere” di Michel Bussi, edizioni E/O.

Questo libro di gran classe, con incastri sorprendenti in cui il noir si fonde con l’arte, è ambientato a Giverny in Normandia. Questa cittadina è diventata famosa per il suo legame con l’artista Claude Monet, che scelse di viverci come località di buon ritiro e dove realizzò alcuni tra i suoi capolavori più famosi. Tutt’intorno a lui costruì un meraviglioso giardino pieno di fiori e uno stagno dove galleggiavano centinaia di ninfee, che dipinse senza sosta.

Claude Monet

A partire dall’incipit, l’autore ci presenta magistralmente le protagoniste e ci apre le porte di un mondo dove sfumano i confini tra realtà ed illusione, tra passato e presente:

“Tre donne vivevano in un paesino. La prima era cattiva, la seconda bugiarda e la terza egoista…. La prima, la più anziana, possedeva un grazioso quadro. La seconda era molto interessata agli artisti. La terza, la più giovane, sapeva dipingere bene. Anzi benissimo… La terza, la più giovane, si chiamava Fanette Morelle. La seconda si chiamava Stéphanie Dupain. La prima, la più vecchia, ero io.”

Intorno a queste tre enigmatiche figure ruota la trama che si svolge in un arco temporale di tredici giorni. A Giverny viene ritrovato il cadavere del noto oftalmologo Jérôme Morval e il caso viene affidato all’ispettore Sérénac e al suo brillante vice Sylvio Bènavides. Le indagini sono complesse e la collaborazione degli abitanti assente, unico indizio certo una cartolina di buon compleanno, trovata nella tasca della vittima: “UNDICI ANNI. BUON COMPLEANNO. Acconsento che si instauri il delitto di sognare”.

La polizia si trova a dover risolvere un caso difficile, dove s’intrecciano l’amore folle per la pittura, il tradimento, la gelosia, la vita e la morte. Pagina dopo pagina il lettore resta con il fiato sospeso ed è portato più volte a cambiare il suo punto di vista fino al finale che lo lascia senza parole perché completamente inaspettato.

Siamo davanti ad un capolavoro scritto minuziosamente.

Michel Bussi

Bussi crea la sua tela e dipinge al suo interno un quadro unico nel suo genere. Con la sua penna ci trasmette il suo legame con la Normandia, il fascino e la cultura di quella splendida regione, ma non solo. Ci fa appassionare a luoghi che esistono realmente: il ruscello dell’Epte, il mulino delle Chennevières, l’isola delle Ortiche, la casa rosa di Monet e naturalmente lo stagno delle ninfee.

Come un pittore, per mettere a fuoco la sua opera, affida ai personaggi la narrazione secondo il loro punto di vista e ci fa porre molte domande. Viene da chiedersi chi sia realmente la vecchia donna presente sulla scena fin dall’inizio, che ruolo abbia la bella maestra Stèphanie dagli occhi color malva, e se la piccola Fanette, con il suo talento, sia realmente in pericolo.

Infine, la narrazione incanta per una altro tema: le ninfee. Piante acquatiche di alto valore decorativo che, con i loro fiori grandi e dai colori tenui, impreziosiscono gli ambienti in cui fioriscono. Monet ne ritrae un numero elevatissimo nel corso della sua vita arrivando a studiarle nei minimi dettagli e facendole diventare soggetti indiscussi della sua pittura.

“Negli ultimi mesi di vita Monet dipingeva Ninfee incompiute, l’equivalente della partitura del Requiem di Mozart…. Pennellate impazzite, una corsa contro la morte, contro la stanchezza, contro la cecità…. Sono state scoperte ninfee scagliate di fretta sulla tela, ninfee di tutti i colori, rosso fuoco, blu monocromo, verde cadavere. Solo un colore manca …. Il nero, ispettore, il nero.

 Le Ninfee Nere del titolo sono l’ennesima trovata di Bussi. Sono state realmente realizzate o sono il frutto della fantasia dello scrittore?

Ahimè, sono soltanto “una leggenda, nient’altro che una leggenda”, che rende il romanzo ancora più sorprendente.

Weblizar

Giorgia Negrini, contributor della rubrica "Un libro al mese". Laureata in Lingue e Letterature straniere, inguaribile bookeater, esperta di narrativa e due volte mamma.

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *