Lisbona e dintorni: tra luce e colori

“Per il viaggiatore che arriva dal mare, Lisbona, anche da lontano, si erge come un’affascinante visione di sogno, contro l’azzurro vivo del cielo che il sole colora del suo oro” [F. Pessoa]

Sto leggendo Fernando Pessoa e il suo volumetto guida sulla città, scritto nel 1925. Lui è stato il romanziere e poeta portoghese più importante del Portogallo, paese eletto meta turistica 2017 dalla guida Best In Travel della Lonely Planet. E’ Pessoa che ha diffuso tanta conoscenza e curiosità sul Portogallo, dai tempi in cui era la letteratura a svolgere le funzioni di marketing territoriale. Le sue poesie, se lette prima di arrivare, ti consegnano la giusta interpretazione dell’anima di coloro che hanno costruito e ricostruito, dopo il terremoto del 1755, una città ridente e malinconica al tempo stesso.

Lisbona è innanzitutto un magazzino enorme di luce. Le nuvole qui non esistono se non sotto forma di pennellature leggere. Sarà colpa del vento costante che le soffia e sposta sopra Sintra, per enfatizzarne ancora di più la sua aurea fiabesca. Sarà poi colpa di questa luce che Lisbona ama rivelarsi colorata, come iniezione di serotonina per abitanti e turisti. Le facciate di abitazioni sono un defilé di gusti e stili diversi, tutti accomunati dall’uso di ceramica smaltata, i famosi azulejos.

Poiché il non colore non è tollerato, i muri nudi da piastrelle parlano invece il linguaggio della modernità, con disegni realizzati con bombolette spray, graffiti, macchie di colore in un museo contemporaneo all’aria aperta.

 

Tra i colori dominanti il giallo dei tram, quelli che si arrampicano sulle salite dell’Alfama passando tra vie piccole e strette, e il blu che riempie di profondità gli azulejos, il fiume Tago, che fiancheggia tutta la capitale riversandosi poi nell’Atlantico, il cielo e le tende della famosissima pasticceria Fabrica do Pasteis de Belem.

Lisbona è una città faticosa nel suo saliscendi. Articolata su sette colli, proprio come Roma, è prova di resistenza per muscoli e articolazioni. Ai bambini bisogna raccontarla un po’ o passare da un tram e un tuk tuk all’altro per convincerli a visitare le parti più affascinanti.

Lisbona è una città contradditoria. L’allegria dei suoi colori è mescolata a un fondo malinconico che i portoghesi chiamano saudade. Il ricordo nostalgico e allo stesso tempo soave, di persone o cose distanti o estinte, assieme al desiderio di tornare a vederle.  Così capita di intuire la presenza invisibile di saudade senza averne una esatta percezione, in alcuni luoghi e angoli della città, dove regna più silenzio e dove il tempo si dilata.

Fuori da Lisbona trovi poi nuovi mondi, come quelli scoperti nel quindicesimo secolo dai grandi navigatori portoghesi, tra tutti Vasco de Gama. Dai 27 delfini avvistabili nella zona di Setubal, dove hanno trovato casa da secoli, all’aristocratica Cascais, che merita una passeggiata tra le sue piccole vie e un gelato dell’antica gelateria Santini, considerata la migliore di tutto il Portogallo.

Cascais

 

Dalla scogliera della Boca de Inferno (Cascais), al villaggio di pescatori di Ericeira fino alle due tra le più belle spiagge di tutto il Portogallo: la ventosissima Cresmina e Comporta, sulla penisola di Troia. Una lingua di farina bianca che diventa deserta anche in pieno agosto, se la percorri per qualche centinaio di metri. Dove puoi dimenticarti di te stesso senza colpe, perchè la bellezza non produce mai peccato.

Boca de Inferno

Praia de Cresmina, Cascais

Comporta Beach

E poi Sintra e i suoi castelli, abbarbicati sul colle come in un libro di fiabe per bambini. Un piccolo regno dall’aria fredda, nuvole costanti sulla testa e negozietti da svaligiare.

Sintra

Una Lisbona e dintorni che si fa vivere, legandosi a te nell’interno come quelle istantanee di viaggi e volti che non cancelli più per tutta la vita. O come un profumo che ti ricorda un preciso momento della tua storia passata. Una Lisbona da vivere, assorbire, tra spremute di arancia, pasticcini di crema e grigliate di rombo. Da conservare dentro, una volta a casa, guardando il soffitto con le mani dietro la testa e una poesia di Pessoa appesa nella mente.

 

 

 

 

 

 

 

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Se poi da Lisbona volete spingervi più a Sud, in Algarve, trovate tutto in questo post: http://thestork.it/portogallo-algarvefoto/

 

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