“L’Educazione” di Tara Westover

“Il primo a determinare quella che sei è dentro di te.”

Per il mese di novembre ho scelto un libro indimenticabile e appassionante tratto da una storia vera: “L’educazione” di Tara Westover edito da Feltrinelli.

Tara, la protagonista e autrice del romanzo, nasce tra le montagne dell’Idaho in una famiglia di mormoni radicali, non è registrata all’anagrafe, non è mai andata a scuola e non ha mai visto un dottore.

“Ho solo sette anni ma so che è questo più di ogni altra cosa a rendere diversa la mia famiglia: noi non andiamo a scuola. Il papà ha paura che lo Stato ci costringerà ad andarci ma è impossibile perché lo Stato non sa di noi…. Non abbiamo libretti sanitari perché siamo nati in casa e non abbiamo mai visto un dottore o un’infermiera.”

Tara passa le estati ad inscatolare pesche e gli inverni a far la rotazione delle provviste in attesa dei Giorni dell’Abominio. Suo padre è convinto che presto i Federali arriveranno a portarli via come è accaduto ai loro vicini di casa. Si prepara così alla fine del mondo accumulando viveri e armandosi contro uno Stato nemico da cui non vuole dipendere. La figura di quest’uomo rigido, bipolare e intransigente ha un ruolo fondamentale nella formazione dei figli. Spesso accecato dalle sue ossessioni li mette in pericolo e li umilia.

“Il papà era sempre stato un uomo duro, uno che sapeva la verità su tutto, e non voleva sentir ragione dagli altri. Eravamo sempre noi ad ascoltare lui, mai il contrario: se non era lui a parlare, pretendeva il silenzio”.

A dominare le giornate della giovane e dei suoi fratelli ci sono la paura, la violenza e l’isolamento. Nonostante il delirio domestico Tara però trova una via di fuga: l’istruzione. Con la sua forza d’animo e la sua intelligenza riesce ad andare a Cambridge a laurearsi e a comprendere l’esistenza di una realtà diversa rispetto a quella di casa Westover.

Quando ha accesso al programma di istruzione, ignora cosa sia successo l’11 settembre e cosa sia l’Olocausto, poi grazie allo studio e all’appoggio di ottimi professori capisce che ciò che gli è stato insegnato fino a quel momento è folle e che, per ritrovare se stessa, è necessario allontanarsi dai suoi genitori e recidere i legami con essi. L’istruzione e la conoscenza sono il suo lasciapassare per l’autonomia e la crescita personale.

“Tutti i miei sforzi, tutti i miei anni di studio mi erano serviti ad avere quest’unico privilegio: poter vedere e sperimentare più verità di quelle che mi dava mio padre, e usare queste verità per imparare a pensare con la mia testa.”

“Potete chiamare questa presa di coscienza in molti modi. Chiamatela trasformazione. Metamorfosi. Slealtà. Tradimento. Io la chiamo un’educazione.”

Un’opera toccante, dura e commovente, ma al contempo un memoir potente ed interessante sia dal punto di vista psicologico che da quello sociale. Il riscatto di una ragazza che ha avuto coraggio. Una ragazza che non si è fermata di fronte alle difficoltà e che con fatica ha realizzato un sogno e posto le basi per un futuro migliore dimostrando con la sua testimonianza che la cultura rende gli uomini liberi.

 

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