Le 3 P di tutte le mamme

L’essere mamma è uno stato che, sotto certi punti di vista,

porta a una degenerazione. Questo a causa delle 3 P.

Abbiamo sempre un’attenuante, che ci dirime da tutti i peccati. E’ l’aurea di sacralità che ci avvolge per il fatto di avere procreato. Se ci si riflette con approccio puramente razionale il mettere al mondo un figlio ha qualcosa che fai davvero fatica a spiegare. Siamo quindi delle elette.

Detto questo, una volta laureate mamme ognuna di noi entra a far parte per stile e background culturale di una precisa categoria sociologica. Ce ne sono di svariate, dalle integraliste del Bio, alle mitologiche Cassandra, alle vittime della moda fino alle drogate di selphie e social networks. Ognuna di queste categorie porta con sé aspetti degenerativi del proprio essere, legati al vivere lo stile materno con poco equilibrio. Ma differenziazioni sociologiche a parte, tutte le mamme (almeno quelle italiane) sono accomunate dalle 3 P.

ossessioni2

 

Le 3 P sono le tre tipiche ossessioni materne. Trattasi di disturbi comportamentali che compaiono nel periodo postgravidanza. Hanno l’effetto collaterale di filtrare e sporcare le reazioni di amore spontaneo che esterniamo nei confronti dei nostri figli. L’incapacità di zittirle è effetto di una sorta di tossicodipendenza. Sappiamo che sono sbagliate, che fanno male, ma ne abbiamo disperatamente bisogno.

1)P come Pulizia. Il picco di questa ossessione si registra tra il parto e i primi 24 mesi del nostro bambino. Più che a comprare un vestito nuovo viviamo di compulsioni nell’acquisto di sempre nuovi e più potenti modelli di sterilizzatori. Diventiamo feticiste di guanti di lattice, ma non per scopi erotici, ma igienici. Se potessimo, berremmo e faremmo bere ai nostri neonati amuchina al posto del latte. Una volta che loro sono cresciuti, riduciamo progressivamente questa ossessione, legata più che altro a picchi stagionali e riconvertita in schizofrenie su ordine, strutturazione degli spazi e pulizia della nostra casa-museo. Accarezzo la mia autostima quando contemplo il mio salotto dall’alto della scala in una visione a elicottero del conquistato ordine sovrano. E’ gioia pura quando ordino e ricevo a casa i prodotti della Nuncas (http://www.nuncas.it/it/it/homepage.html) .

 

nuncas2

Non si trovano in tutti i supermercati, perché appartengono a una fascia “meno popolare”. Sono l’alta moda dei detersivi (ma non costano così tanto), con approccio semi sartoriale alle ossessioni igieniche di tutte le donne. Se pensate a un prodotto, la Nuncas ce l’ha. Da quello vegetale, adatto per lavare gli indumenti dei bambini, agli smacchiatori di rigurgiti e schifezze varie, ai detersivi per tende e capi tecnici (lo sapevate che tessuti come il goretex vanno lavati con prodotti diversi?), a quelli neutri per i pavimenti più delicati. C’è lo spruzzino col detergente per la pelle (per i divani e per i nostri mitici chiodi degli anni ’90), il profumatore da bucato, il sapone per la seta, la linea che fa l’occhiolino all’ambiente, tutto anche ordinabile sull’e-shop per le mamme internettiane come me: http://shop.nuncas.it/

2)P come Peso: per il 50% delle mamme il proprio figlio è anoressico, per il restante è obeso. Non ci sono vie di mezzo. La preoccupazione del dover sfamare, alimentare, far crescere in statura è costante e puntella tutta la stagione della maternità. Diventiamo massime esperte di percentili più del nostro pediatra. Come nella scoperta di una nuova religione, cominciamo progressivamente a studiare le regole alla base della salute alimentare.

alimentazione bambini

Alcune mamme in questa fase diventano vegetariane, vegane o crudiste, le più esaltate estendono la nuova religione a tutto il nucleo familiare come nei più rigidi regimi dittatoriali. Per combattere l’insoddisfazione di mariti sfamati a base di menu infantili, ci strafoghiamo di video tutorial su Internet. Alcune di noi in questa fase sono diventate food blogger, alcune ci hanno fatto pure fortuna. In questo periodo di schizofrenia salutista non siamo capaci di portare a termine l’ennesima dieta, quella che ci potrebbe riportare ai livelli pregravidanza. Non abbiamo tempo di 2 menu differenziati, equilibrato per loro e ipocalorico per noi. Tanto vale soffrire di gastrite quando sfogliamo le pagine di Chi dalla parrucchiere e vediamo le foto di Cindy Crawford che a 50 anni è ancora irrimediabilmente magra, pur essendo mamma.

(Un aiutino: per ripassi veloci  sulla sana alimentazione dei nostri bambini leggete questo mio post precedente: http://thestork.it/lasso-nella-manica-per-educare-i-bambini-a-mangiare-sano/

3) P come perfezione: è l’ossessione più maledetta. Come un pidocchio stoicamente incollato al capello. La maternità diventa nel nostro immaginario un match, una sorta di performance atletica. Scendiamo in pista per sperare di vincere le seguenti medaglie:

perfezione

-la medaglia della brava adulta, per dimostrare ai nostri genitori che li abbiamo superati, tiè

-la medaglia della migliore mamma, che dimostra alle nostre concorrenti che abbiamo seguito la migliore strategia educativa possibile, tiè

-la medaglia della migliore mamma-moglie, che dimostra la nostra versatilità nel nostro duplice ruolo, tiè

-la medaglia di mamma dei figli migliori, per dimostrare che i nostri bambini sono i più educati, istruiti, impegnati, poliglotti, sportivi, felici, sani, amati, ben alimentati, meglio vestiti, con più amici di tutti. Doppio tiè.

Tutto questo lo facciamo per amore. E chi vorrebbe criticarci per questo? Nessuno, se non i nostri figli, condannati dalla nostra terza P ad essere più impegnati e stressati di manager di grandi aziende. La lotta contro la perfezione passa attraverso una nostra rieducazione alla leggerezza e all’introduzione dell’art. 1 nella Costituzione della nostra personale repubblica familiare: il diritto alla noia nostra e di nostro figlio/a.

Così scrive la collega mummy blogger  Enrica Tesio nel suo blog Tiasmo:

“Io bambino pretendo di sdraiarmi a terra guancia al pavimento, con i pensieri a ciondoloni, lasciando che le sinapsi si creino da sé, senza che un adulto mi incalzi, mi stimoli, mi parli in inglese, mi canti in francese, mi proponga di costruire un monolocale arredato con i tubi della carta igienica e i legnetti dei ghiaccioli. Si chiama pausa bambino e, a meno che la usi per fumarmi una sigaretta, fa benissimo.

Il rovescio dei genitori. Io genitore ho il diritto di usare la mia pausa bambino come meglio credo: doccia, bagno, telefonata, un paio di pagine di libro, un articolo di giornale, giardinaggio, controllo fb con annesso stato fb “Mio figlio non ha bisogno di me, si annoia benissimo da solo”.

Conversazione di stamattina con una mamma. Le domando con tono ansiogeno: “Ci vediamo allora sabato alla gita ok? Ma mentre i bambini fanno il laboratorio, noi mamme che facciamo? Come occuperemo il nostro tempo? Eh? Eh?” Intanto guardo l’orologio e penso alle 5 riunioni che avrò tra mattina e pomeriggio.

Lei mi risponde con la calma tipica dei grandi saggi: “Niente. Almeno una buona volta, no?”

One Comment

  1. You always make the most amazing brde…a.. This looks fantastic. My mother gave me some longans to eat as I don't always sleep well and she thinks I always need more fiber lol.

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *