“La ragazza del convenience store” di Sayaka Murata

“Dobbiamo essere per forza tutti uguali?”
“Ascoltami bene, occorre interpretare il ruolo di un essere fittizio, una persona “normale” uguale a tutte le altre. Bisogna recitare e starsene buoni.”

Per questo freddo mese di Gennaio ho scelto un romanzo breve, ambientato in Giappone: “La ragazza del convenience store” di Sayaka Murata ed edito da E/O.

La protagonista si chiama Keiko Furukura, ha trentasei anni, non è sposata né fidanzata, non frequenta molto la famiglia e vede saltuariamente le sue ex compagne di scuola. Introversa e solitaria, la sua esistenza è caratterizzata dalla routine.

Ogni giorno compie gli stessi gesti e le stesse azioni e si guarda bene dall’uscire dalla “comfort zone” in cui si sente tranquilla e protetta. La sua ragione di vita è il mondo interno al convenience store o konbini (una sorta di minimarket aperto 24 ore al giorno) in cui lavora come commessa part-time da 18 anni.

“Sono passate esattamente 157.800 ore dall’apertura. E a trentasei anni anche io ho celebrato il mio diciottesimo anniversario come commessa di quel konbini. Nessuno dei miei colleghi dell’epoca del training lavora ancora con me. Nel frattempo si sono avvicendati ben otto responsabili…. Ma io continuo a stare nello stesso posto senza mai cambiare, come prima, come sempre.”

Dopo un’infanzia e un’adolescenza complesse, legate alla sua incapacità di adeguarsi alle regole su cui è costruita la società giapponese, Keiko ha trovato il suo impiego ideale. L’ordine e le regole del konbini la rassicurano e lei finisce per rifugiarsi in esso come un microcosmo protetto, nel quale il suo ruolo e la sua divisa non la obbligano a giustificarsi sul perché non riesca ad adeguarsi alle convenzioni sociali.

La tranquillità della protagonista viene però stravolta dall’arrivo di un nuovo commesso di nome Shiraha che è crudele, cinico e approfittatore e che fa di tutto per mettere in discussione le sue certezze. L’incontro con questo ragazzo permetterà a Keiko di diventare definitivamente consapevole che non ha bisogno dell’approvazione degli altri per essere felice.

“Apri gli occhi, Furukura! Senza troppi giri di parole, tu sei fuori dai giochi, non hai speranze: tra qualche anno sarai troppo vecchia per avere dei figli, non ti curi e dai l’impressione che non te ne freghi niente dei tuoi bisogni sessuali. D’altra parte non guadagnerai mai uno stipendio all’altezza di quello di un uomo e non hai neanche un lavoro fisso…. Sei un fardello per la società.”

Il romanzo della Muraka è originale per l’ambiente descritto, per i sentimenti stravaganti evocati e per l’interessante analisi di un modello sociale lontano dal nostro. Con una scrittura semplice, snella e scorrevole, l’autrice scrive un libro originale e disincantato, a tratti spiritoso e grottesco e racconta di come sia difficile accettarsi per quello che si è, senza soccombere al giudizio altrui e alla propria identità.

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