Il decalogo della neomamma

Prima di diventare una neomamma, tutti te lo dicono e ha il suono di minaccia: “La tua vita cambierà per sempre”.

Partendo dal presupposto che cambierà in meglio e che tu diventerai una donna migliore, diventare mamma per la prima volta è un’esperienza fortissima.

Sebbene pensiamo di avere nove mesi di preparazione, quelli in realtà contano come un bignami lasciato a casa il giorno dell’esame. Alla nascita della mia piccola Bea ho sofferto di baby blues, ho pianto per 15 giorni, ho dormito pochissimo e ho vissuto di un costante senso di inadeguatezza per i primi mesi. Un giorno, mentre la cambiavo sul fasciatoio con la freddezza di chi fa un cambio gomme a una macchina, mia mamma mi fece presente che avrei dovuto cominciare in sequenza a sorriderle, parlarle e a creare un rapporto con lei. In quel momento la mia maternità sopita fece clic.

Ecco quello che è diventato il mio decalogo, le dieci regole d’oro che hanno contribuito a riportarmi in carreggiata:

  1. I bambini piccoli non hanno il senso del tempo. Puoi stare via 10 giorni o 30 minuti e per loro è la stessa cosa. Non ti fare assalire dai sensi di colpa se ti ritagli due ore per fare shopping o per andare in un centro benessere. Semplicemente fallo, fallo, fallo.

linguaggio-segreto-dei-neonati_

2. Il  libro che va assolutamente letto dopo la prima gravidanza è “Il Linguaggio segreto dei neonati” di Tracy Hogg. Lei è una nurse inglese che ha provato a decodificare il pianto dei neonati, a insegnare alle neomamme il linguaggio dei loro piccoli. Ha scoperto che quando un bambino appena nato ha fame, ha caldo, ha freddo o si sente il pannolino sporco piange e lo fa con gemiti differenti a seconda del problema. E questa geniale Mary Poppins ti prende per mano pagina dopo pagina e ti insegna ad ascoltare la voce del tuo piccolo. Con tabelle ed esempi (qui la mia recensione completa al libro: http://thestork.it/come-capire-il-linguaggio-dei-neonati-foto/).

 

cosleeping

“A noi piace dormire insieme” – copyright Clara Magnanini

3. Sì al co-sleeping. Non ti far venire sensi di colpa se zii e genitori ti rimprovereranno se tu e il tuo piccolo dormite insieme. Arriverà anche il giorno in cui la tua collega di lavoro ti regalerà il libro “Fate la nanna”, famoso per il brutale metodo Estivill. Ti faranno la lista dei bambini su cui ha funzionato. Sul sonno dei neonati ci sono poche certezze e tanta fortuna. Se lui dorme con te aumenteranno le chance che anche tu possa riposarti senza passare tutto il tempo a fare la spola tra camera tua e camera sua. L’emozione, poi, di addormentarsi con la sua manina sulla guancia non ha prezzo.

passeggino_parco

4. Non rimanere da sola. Se non hai la fortuna di avere amiche con bambini piccoli, iscriviti ad associazioni, corsi di fitness coi passeggini, corsi di massaggio neonatale e sull’allattamento (io li ho fatti tutti!), sfrutta tutte le occasioni che offre la tua città per socializzare con neomamme come te. Gli incontri ti renderanno più consapevole che quelli che tu chiami drammi sono pura e semplice normalità.

5. Documentati. Allevare bene un figlio non avviene per istinto. Leggi libri su allattamento, maternità, genitorialità ed educazione, partecipa a conferenze, aggiornati sui temi dell’educazione alimentare dei bambini. La conoscenza rende più forti.

mamme-in-competizione

6. Non metterti in competizione con altre mamme. Se la tua amica dice di dormire tutta notte perché suo figlio è un santo e non si sveglia mai, tu non le credere. Mente. La categoria delle mamme millantatrici è la peggiore. Un altro motivo di competizione è il peso: ci sono quelle che tornano subito nei pantaloni a un mese dopo il parto. Ignoratele.

mamma-fashion-e-non-fashion

7. Non ti abbruttire. Anche se nei pantaloni pre-gravidanza non ci sei ancora rientrata, non ti trascurare. Non farlo per il tuo piccolo, ma soprattutto per te stessa. Avrai sicuramente meno tempo per farti mani, piedi e truccarti, ma non vivere di alibi per trascinarti per casa e per strada come la figlia del più disperato dei clochard.

8. Non ripetere mai “non ho più tempo per fare niente”. La ripetizione di questo mantra finirà per fartelo credere. Esistono baby sitter a ore (se ne cerchi una, leggi questo mio post http://thestork.it/trovare-una-baby-sitter-in-quindici-giorni-foto/). Esistono i baby parking. Esistono i nonni. Non che ne dobbiamo abusare, ma concedersi un po’ di tempo aiuta a ritrovare lucidità e stabilità interiore. Un rossetto o una borsa nuova per esempio sono di immediato effetto terapeutico.

copyright Clara Magnanini

“Quando ho detto sì” – copyright Clara Magnanini

9. Non dimenticare di avere un marito. Il primo anno del vostro primo figlio è il più critico per la coppia. Dal settimo mese, a svezzamento completato, prenotate un weekend lungo romantico solo tu e lui, purché i nonni siano dalla vostra parte.

play-together

10. Non diventare maniaca di ordine e pulizia. Questo è tra i maggiori rischi del periodo di maternità passato tra le mura di casa. Gioca piuttosto il più possibile col tuo bimbo. Inventa giochi, leggete libri insieme. Ridete, ridete, ridete. I piatti e la tavola potranno attendere.

[foto in evidenza a inizio articolo: copyright Clara Magnanini]

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *