Come distrarre i bambini dai tablet e stimolarne la creatività

Se per un bambino giocare viene naturale, distrarlo da un tablet lo è decisamente meno. Seppur sia stupido demonizzarne l’uso (sono gli eccessi nei vizi, di qualunque tipo, a produrre effetti distruttivi), dall’altro lato è bene, sempre, porre ai nostri figli alcune chiare regole di utilizzo.

 

Nel mio ruolo di mamma ho fatto esperienza di quanto i bambini abbiano difficoltà a intrattenersi da soli, almeno fino a una certa età. Quando lascio i miei figli a loro stessi, perché impegnata in altro, la cosa più istintiva per loro è piazzarsi davanti alla tv o sbloccare la password del mio iphone per accedere a you tube. Se però ripenso a quando ero bambina io, probabilmente facevo lo stesso con la tv o comunque avevo bisogno di un input esterno per iniziare a giocare. Non credo sia in assoluto il male dei soli nativi digitali avere smesso di giocare in modo naturale. Il gioco richiede uno sforzo fisico e mentale e spesso perde 1 a 0  contro la comodità della visione di uno schermo.

Non ci dovremmo mai dimenticare che l’infanzia è un incredibile contenitore di fantasia e che l’uso sconsiderato di dispostivi elettronici non stimola la creatività, ma alla lunga rischia di appiattirla. Il bambino davanti a uno schermo non è sollecitato nel suo pensiero immaginativo, ma subisce scene e azioni costruite e pensate da altri.

Al contrario, il gioco, soprattutto quello creativo, ha una portata immensa. Aiuta il bambino a costruire ponti tra riflessioni, a ragionare e comprendere i meccanismi di causa ed effetto, a trovare soluzioni e a creare dal nulla con la fantasia. Allena la mente a vedere fiori in mezzo al deserto. E non necessariamente per diventare pittori o musicisti in fase adulta. Essere creativi è una forza interiore, la nostra cartuccia nei momenti difficili. È tra gli ingredienti di quella che gli psicologi chiamano resilienza. E dà colore al nostro ottimismo.

Detto questo, è bene dare semplici regole sui tablet (temporali e di contenuto) e provare a stimolare i bambini a giocare. Un modo molto utile è dato dalle liste giochi. Compilare insieme a loro il programma di attività da svolgere in sequenza nel pomeriggio è stato per me un modo vincente. Le liste funzionano perché i bambini passano da un gioco all’altro in maniera autonoma senza essere indirizzati da un adulto e senza tentazioni di intervalli elettronici.

Esistono poi giochi che più di altri aiutano nell’apprendimento e sono di stimolo alla creatività. Ne ho scovati alcuni originali che vi suggerisco di provare.

 

1. Toucan Box: ad oggi è una delle idee più geniali che ci sia sul mercato. Si tratta di kit creativi adatti per bambini fino a 5 anni (ma anche fino a 8 in realtà), di ispirazione montessoriana. Basati su divertimento, apprendimento e sullo sviluppo di nuove capacità, stimolano ciascun bimbo a mettersi all’opera manipolando ed esplorando ogni volta materiali e temi diversi, senza rinunciare allo svago del gioco. I kit cambiano di mese in mese e, una volta abbonati, arrivano direttamente a casa in una pratica scatola di cartone, comoda da portare ovunque. L’arrivo della toucan box diventerà così un appuntamento fisso, che i bambini aspetteranno con ansia.

Per i miei lettori e lettrici esiste un codice speciale: stork0417, da inserire al momento della registrazione, per poter ricevere il primo kit gratis (a fronte di 1,95€ di spese di spedizione). Cliccate su www.toucanbox.it.

2. Le costruzioni Varis Toys (http://www.varistoys.lv/en/): sono mattoncini di legno che permettono ai bambini di realizzare un numero incredibile di edifici o oggetti solo con l’uso della loro immaginazione. Varis Toys propone kit diversi per ogni età. E’ stato studiato che durante questo gioco i bambini hanno la possibilità di sviluppare il pensiero logico, di acquisire rudimenti di matematica e fisica, di aumentare la coordinazione occhi-mani e accelerare lo sviluppo intellettivo, oltre a migliorare le competenze comunicative in caso di gioco di gruppo.

giochi creativi, giocare, bambini

3. Doodle WorldMap Pillowcaseun kit che comprende la federa di un cuscino e pennarelli. I bambini si divertiranno a colorare i paesi del mondo imparando al tempo stesso la geografia e la fauna dei vari paesi. Un’idea regalo un po’ più originale dei soliti cadeaux anonimi.

E poi c’è tutto il mondo delle arti, a cui dovremmo avvicinarli. Il teatro, per esempio, ha una dimensione potente, soprattutto per quei bambini più timidi e dall’espressività inesplosa. Lezioni di teatro o laboratori possono rafforzare le relazioni e la capacità di socializzazione, la gestione delle emozioni, la percezione dello spazio e accrescere l’autostima. Anche le ricorrenze possono trasformarsi in occasioni creative. Provate per esempio a organizzare un compleanno alternativo affittando un piccolo teatro. Cercate un attore specializzato in corsi per bambini e fategli organizzare un laboratorio teatrale per un piccolo gruppo di invitati. Io con Bea l’ho fatto per il suo ottavo compleanno ed è stato un grande successo.

Fa parte del teatro anche il travestimento, tra i giochi preferiti dai bambini. Il trasformarsi in altri sé diventa un viaggio esperienziale. Ecco che una scatola nel loro armadio con nostre vecchie maglie, camicie, pezzi di tessuto, li stimolerà nella rappresentazione di mondi nuovi e nella ricerca di nuove immagini di sé.

E poi c’è la scrittura. Quella che la scuola sembra avere dimenticato. Come ha denunciato Sabatini, linguista e Presidente onorario dell’Accademia della Crusca:

“Manca ampiamente nel nostro mondo scolastico una cognizione scientifica del ruolo che ha la lingua nello sviluppo cognitivo generale dell’individuo. Nella scuola Primaria «modernizzata» la lingua italiana viene insegnata in maniera sempre più approssimativa, per la mancata considerazione del complicato processo cerebrale che consente il suo apprendimento, attraverso l’attivazione, a fini linguistici, di un nuovo canale sensoriale, la vista, in aggiunta all’udito, con l’apporto fondamentale delle operazioni della mano. Il clima generale è in fondo creato dalle attese frettolose delle famiglie: soprattutto di quelle che chiedono di far studiare quello che, secondo loro, serve direttamente a trovar lavoro, meglio se all’estero (l’inglese, ndr.). Intanto il bambinetto e la bambinetta leggono male e scrivono peggio, beccandosi a volte, a torto, le qualifiche di dislessici e disgrafici, che distorcono tutto il loro percorso scolastico successivo”. https://www.tecnicadellascuola.it/la-denuncia-di-sabatini-la-scuola-ha-smesso-di-insegnare-la-lingua-italiana

Per riportare la scrittura al centro, un’idea potrebbe essere quella di stimolare i nostri bambini ad avere un quaderno della fantasia e di scrivere, almeno una volta la settimana, un racconto o un tema su una traccia data da noi, da correggere insieme la sera. Un diario di bordo, una palestra delle parole che li accompagnerà nel loro allenamento linguistico.

E poi tanta dedizione, coerenza e buon esempio. Se chiediamo a nostro figlio di usare meno l’ipad, bhè, forse dovremmo farlo anche noi…

 

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *