Carne rossa addio? Vediamoci chiaro

Alcune settimane fa l’OMS ha dichiarato che la carne rossa lavorata è cancerogena. Che non dovessimo abusare di fiorentine già lo sapevamo, ma il polverone mediatico che si è sollevato  ha creato tanti dubbi sul regime alimentare seguito finora. Quello dell’Oms è falso allarmismo o tragico epilogo di salame, culatello e barbeque con gli amici?

Se da un lato è certo che una giusta alimentazione sia strumento di prevenzione di alcune malattie, dall’altro le tante e confuse informazioni che sono circolate non possono lasciarci indifferenti. Come orientarsi da qui e ora nella pianificazione dei già difficili menu settimanali per la nostra famiglia?

carne rossa

Il dato di fatto è che la Iarc (International Agency for Research on Cancer) appartenente all’OMS, ha aggiornato la classificazione dei fattori di rischio e ha inserito:

  • la carne lavorata (salsicce, salami, würstel, pancetta, carne inscatolata) nel gruppo degli agenti cancerogeni (Gruppo 1, nel quale compaiono anche amianto, tabacco, alcol)
  • la carne rossa (manzo, maiale, pecora, cavallo, ecc) nel Gruppo 2A come agenti probabilmente cancerogeni.
  • Lo studio pone poi l’ accento sulla modalità di cottura delle carni rosse, in particolare sulla potenziale pericolosità di preparazioni a fiamma diretta o su superficie rovente: le alte temperature e la combustione possono produrre composti chimici cancerogeni. Bye bye barbecue estivi…?

Prendiamo come riferimento l’opinione del Prof. Dino Amadori, uno tra i più autorevoli oncologi e studiosi europei, che sull’argomento si è espresso molto chiaramente. Lui ci dice tre cose:

1) se la nostra alimentazione è troppo ricca di carni rosse e insaccati i rischi di incorrere in certi tipi di tumori (colon, pancreas, stomaco e prostata) sono reali. Questo perché carni rosse e insaccati introducono nell’organismo i nitrati, elementi che nello stomaco si trasformano in nitriti e che, se si legano con le ammine presenti nel cibo, possono produrre le nitrosammine ovvero i famosi n-nitrosi composti, elementi molto dannosi per la salute.

2) esiste una correlazione tra un consumo quotidiano e prolungato di una porzione di almeno 50 grammi di carni lavorate e l’incidenza di tumori colo-rettali, pari a una crescita in percentuale del 18%. Il Prof. ci conferma anche che esiste una relazione tra un elevato consumo di questo tipo di prodotti e tumori a pancreas e prostata.

3)Tutti questi cibi devono, comunque, esser assunti con moderazione e sempre in combinazione con cibi protettivi, ricchi di vitamina C e di antiossidanti, quindi con gli alimenti che caratterizzano la nostra dieta mediterranea.

Nella pratica, se mangiamo due würstel al giorno il nostro rischiowurstel di ammalarci aumenta del 18%. E se questi due würstel al giorno li mangiamo fino a 75 anni, abbiamo un 5% di rischio (4% per gli uomini) di contrarre la malattia. Detto questo, qualche cambiamento ai nostri menu e una maggiore attenzione di quello che mettiamo in tavola è d’obbligo.

Non poteva mancare l’opinione della mia nutrizionista pediatrica di fiducia, la Dott.ssa Annamaria Acquaviva, che in tema di alimentazione per bambini ci ha scritto un bellissimo libro “Bambini a tavola, quasi un gioco!”, ordinabile a questo link per e-book (http://www.healthrevolution.it/bambiniatavola/) e ora disponibile anche in versione cartacea.

Dr.ssa-Annamaria-Acquaviva-Dietista-Nutrizionista

Annamaria ci conferma che l’abuso di carne rossa è anche collegato a patologie cardiovascolari. “E’ opportuno evidenziare che ciò che influisce positivamente sulla nostra salute è l’equilibrio nutrizionale tra gli alimenti, che devono essere inseriti in modo variato evitando gli eccessi. Per gli adulti, come per i bambini, è bene seguire un’alimentazione bilanciata, ricca di vegetali, che hanno un effetto protettivo contro la formazione dei radicali liberi. Un buon regime alimentare dovrebbe comprendere cereali integrali e un’alternanza di proteine sia di origine vegetale (come i legumi) che animale, come pesce, uova e carne, preferendo prodotti locali e di stagione. Riguardo alle carni, si deve preferire la bianca alla rossa, e quest’ultima può essere consumata circa una volta alla settimana (il Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro, ne indica 500 g di consumo settimanale massimo per l’adulto). Ugualmente una volta alla settimana si possono utilizzare 50 g di affettati magri (escludendo il grasso visibile) come prosciutto crudo DOP, che è privo di nitriti e nitrati”.

La chiave, come in ogni cosa, è l’equilibrio. E per consigli pratici sui menu settimanali sani per i nostri bambini leggete anche questo mio post precedente: http://thestork.it/lasso-nella-manica-per-educare-i-bambini-a-mangiare-sano/

 

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