Le 5 cose che cambiano quando si diventa mamma

Diventare mamma è una cucitura sulla pelle. Un viaggio senza ritorno verso una destinazione per la quale non esiste guida turistica. Non cambia solo il nostro ritmo di vita. E’ vero che ci vengono a mancare le ore di sonno, mentre aumentano le pagine di attività quotidiane da completare.

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Oltre a tutto questo, la maternità è causa di un clic definitivo nel nostro sguardo sul mondo e su noi stesse. Una metamorfosi psicologica dettata dalla consapevolezza della nostra imprescindibile utilità per qualcuno. Neanche quando ci dicono “ti amerò per sempre” percepiamo il senso della nostra importanza e centralità. Diventiamo l’ombelico del mondo dei nostri figli.  I garden designer di un giardino che potrebbe sfiorire sotto le mani della nostra incuranza o incapacità. Ovvio che non lo vogliamo, ma non esiste una formula matematica che ci orienti a dosare rimproveri e benevolenza. A volte è un lanciare i dadi in aria e sperare di fare sei. Spesso si vince. Altre volte si fallisce. Il punto è che non saremo mai più come prima, perché almeno cinque cose fondamentali sono irrimediabilmente cambiate dentro di noi.

1. Self confidence. Abbiamo acquistato fiducia in noi stesse. I nostri figli sono il nostro capolavoro, la parte migliore di noi stesse. La scommessa sul loro e sul nostro futuro.  Perché non sta bene dirlo, ma i nostri bambini rappresentano una nostra seconda possibilità, la chance per una seconda rivoluzione, quella che non abbiamo avuto il coraggio o le risorse per fare. In loro vive una parte di noi, che non è solo il taglio degli occhi che condividiamo. E ora, grazie a loro, ci sentiamo molto più forti, abbiamo un alleato che non ci tradirà mai.

2. L’amore di coppia. Non sarà più come prima, ma potrà essere molto meglio. Una donna diventata mamma alterna schizofrenici momenti di ostilità a istanti fatti di senso di completamento e forte complicità col proprio partner. Portiamo la stessa cucitura sulla pelle, il che eleva automaticamente il rapporto di coppia a un piano superiore. Ci porta ai piani alti. Un viaggio in ascensore che necessita però di continui aggiustamenti e strategie, tra cui investimenti costanti presso gli store di Victoria Secrets.

3. Il rapporto con il nostro corpo. A trent’anni ci sentivamo attrattive. Facevamo l’effetto di una Lamborghini su strada. Da mamme ci sentiamo molto meno supercar e molto più veicolo familiare. Diamo colpa ai postumi del parto e alle nostre esistenze in bilico sui ritagli di tempo. Un sentimento che porta tante di noi a nascondersi dietro abbigliamenti che negano ogni accenno al nostro essere donne prima che mamme.  La verità invece è che la maternità è estratto puro di femminilità, dove i difetti si camuffano dietro la fierezza dello sguardo e portamento di una mamma soddisfatta di essere tale.

4. Convivenza coi sensi di colpa. Sono una costante. Come una malattia cronica che fa uscita a ogni trasferta di lavoro o aperitivo con amiche. Un sabotatore di certezze, alimentato dal senso di prevaricante perfezionismo che appartiene al 95% di noi donne. Poi, quando si diventa mamme si innesca una insana competizione nell’acquisire il certificato di mamma perfetta, quella dai figli educati, ben istruiti, vestiti alla moda e alimentati con cibi biologici. Un obiettivo ingombrante capace di rattrappire istinto ed emozioni. La maternità andrebbe vissuta come un tuffo da una scogliera. Non importa se non sappiamo nuotare, lo si impara a forza di bere il mare.

5. Il nostro rapporto con la felicità. Da single o fidanzate la felicità era un puzzle di istanti. Da mamma è una linea quasi costante con picchi estemporanei come i tagli sulle tele di Lucio Fontana. Questo accade quando i nostri figli ci sorprendono col loro primo sorriso. Col loro primo passo verso le nostre braccia tese. Attimi che tendiamo a dilatare in un’intera esistenza, che scolpiamo nel marmo del nostro rigore per poi ammorbidirlo. Mi è bastato ascoltare mio figlio di tre anni dirmi “Mamma, ti voglio bene. Se ti voglio bene, vuol dire che ti AMORO” per fare di un attimo la felicità costante di una vita intera.

 

Articolo pubblicato su Primi Anni, in edicola a marzo.

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