4 esperienze indimenticabili in Abruzzo

 Ho aspettato a lungo prima di raccontarvi l’Abruzzo, ma ora è arrivato il momento.

L’Abruzzo è una regione difficile da descrivere. Innanzitutto perché guai a trovarne dei difetti (il mio matrimonio potrebbe entrare in profonda crisi – con un abruzzese mai criticare la sua terra…). A questo si aggiunge il fatto che ho aspettato l’occasione per potervelo raccontare da un punto di vista diverso e meno scontato, attraverso 4 esperienze vissute che me ne hanno restituito l’essenza.

C’è il lato turistico dell’Abruzzo, quello fatto di arrosticini, mare, montagna e pecorino. Quello che vi restituisce voi stessi con almeno un chilo in più a ogni viaggio.

C’è poi il lato vero, che possiedono tutti i luoghi, e che in Abruzzo fatica a emergere subito. Questo perché l’Abruzzo è una regione schiva al primo impatto, come le ragazze diffidenti al loro primo appuntamento.

L’Abruzzo è una terra priva di fronzoli e diretta. Atteggiamento percepibile tanto nella semplicità dei posti quanto nella dinamica delle relazioni umane.

L’Abruzzo è schietto: ti dice come la pensa e non gliene importa niente se lo giudichi male. Se lo ami bene, se lo odi allora puoi andartene da un’altra parte.

E’ forte e fiero della bellezza schiacciante dei suoi paesaggi che dal mare risalgono ai monti. Poco importa se spesso sono paesaggi lasciati al destino dell’incuranza. La bellezza risiede anche nell’imperfezione.

L’Abruzzo celebra se stesso nell’esaltazione della tavola, nell’abbondanza di una cucina che è semplice quanto l’immagine di sé. Che profuma della terra da cui proviene e che considera la falsificazione dei sapori un oltraggio. Tra pomodori rosso sangue che profumano di basilico e carne di pecora si potrebbe morire di gioia.

Tra tanta natura e perle paesaggistiche, manca però l’imprenditorialità della gente del nord, capace di coltivare fiori sulle dune e trasformare in business un litorale e località di montagna che gridano vendetta. Mancano gli investimenti, ma manca anche quella mentalità capace di cambiare le cose. Tutto questo fa dell’Abruzzo una regione che forse rimarrà sempre uguale a se stessa. Nel bene e nel male.

Per sperimentare questa regione bellissima e poco conosciuta, potete programmare un weekend lungo (due giorni non vi basteranno) nella parte settentrionale, in zona Pescara. Ecco i luoghi che non dovranno mancare nel vostro itinerario, quelli capaci di restituirvi un favore. Il favore che portano le vere esperienze: la vostra crescita nell’allenare gli occhi alla bellezza.

1.Scordarsi di sé lungo la costa dei trabocchi.

Gabriele D’Annunzio, pescarese di nascita, li ha celebrati nel romanzo “Il Trionfo della Morte” descrivendoli come una strana macchina da pesca, simile a un ragno colossale.

Per vedere i trabocchi dovrete dirigervi verso la costa di San Vito Chietino, dove Gabriele D’Annunzio visse una delle sue storie d’amore più travolgenti della sua vita e dove è visitabile l’eremo in cui soggiornò con la sua amante.

Imboccando la direzione “trabocco del Turchino”, una volta lasciata la macchina potrete dirigervi a piedi scendendo lungo un piccolo sentiero in mezzo al verde. Dopo pochi metri l’Adriatico vi riempirà gli occhi e apparirà davanti a voi il “ragno colossale”, uno dei trabocchi più affascinanti della costa.

Si tratta di un’ antica macchina da pesca su palafitta, collegata alla terra da un ponticello costituito da pedane di legno. Basterà guardare il trabocco da lontano, sugli scogli, sospesi tra presente e passato, per dimenticarsi di sé. E poi ancora via, alla scoperta di altri trabocchi della costa fino a cenare in uno di quelli riconvertiti a ristorante. Esperienza memorabile, da prenotare con parecchie settimane di anticipo (indirizzo consigliato: Trabocco Punta Cavalluccio).

Trabocco Punta Cavalluccio

  • Approdare sulla luna a Campo Imperatore

Vi sembrerà di vivere la sensazione di Armstrong sulla luna, quando poggerete i vostri piedi sull’erba di Campo Imperatore. Un non luogo che ti dà la sensazione di essere arrivato là dove non esiste più nulla, ai confini del mondo. Purché abbiate deciso di andarci NON in alta stagione.

E vi sentirete gonfi di emozione a montare la vostra piccola tenda in mezzo al nulla, a 1800 metri su un altopiano nel cuore del Gran Sasso.

Solo voi e la natura, in un perfetto senso di riconciliazione. E poi a correre lungo i pendi, come piccoli indiani, a difendere la bellezza riflessa nei vostri occhi. E aspettare l’imbrunire, mangiando patatine dentro il vostro rifugio.

  • Sfidare i propri limiti nel parco avventura più grande d’Italia

Tanta natura, allenamento al coraggio e alla sfida dei propri limiti nel parco avventura della Majella, tra faggi altissimi e luce solare che filtra come laser attraverso l’intreccio dei rami.

Il Parco Avventura Majella è il più grande Parco Avventura d’Italia e si trova a Guardiagrele, in località Piana delle Mele. L’attività del Parco Avventura consiste nell’affrontare (con apposita attrezzatura di sicurezza) gli oltre 250 giochi sospesi tra gli alberi, camminando tra passerelle, ponti tibetani e tunnel tirolesi mozzafiato, il tutto nella massima sicurezza e con l’assistenza del personale qualificato.

Nel Parco Avventura ci sono 5 percorsi per bambini dai 2 ai 4 anni, 6 percorsi per bambini dai 5 ai 7 anni e altri 16 percorsi per ragazzi e adulti.

Per voi e per i vostri bambini sarà un’esperienza incredibile.

  • Fuga romantica al Castello di Semivicoli. 

In provincia di Chieti, a Casacanditella, c’è un posto incantato. Un antico piccolo castello completamente restaurato e fiancheggiato da una chiesetta, tra prati all’inglese, vigneti verdissimi, un giardino segreto e 11 camere in stile tra il design e lo shabby chic.

Una dimora di proprietà della famiglia Masciarelli, famosa per la produzione vinicola, dove concedersi attenzioni e amore lungo tutto un weekend (straordinari i pacchetti per le coppie con esperienze enogastronomiche incluse http://www.castellodisemivicoli.com/pacchetti-promozionali-al-castello).

Avvertenza: è altissimo il rischio di farvi venire la sana pazzia di sposarvi lì, seduta stante, se ancora non lo avete fatto. Scambiandovi promesse all’ombra di un Abruzzo bellissimo e talmente vero da non crederci. Noi a quella tentazione in quel posto magico non abbiamo resistito. Era il 20 luglio 2013.

 

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