A Modena, la mia città, almeno una volta per un giorno

Modena, nel cuore dell’Emilia, è perfetta per un tour di un giorno. Ideale il sabato, quando i modenesi ripopolano il centro con la curiosità, il brio e le biciclette lasciate in garage nei giorni feriali.

Io a Modena ci sono nata e cresciuta. Per i miei primi 25 anni l’ho odiata e criticata con l’atteggiamento di una adolescente in continua tensione coi propri genitori. Una città accidiosa, senza promesse e senza colori, soffocata dalla sua provincialità. Io la vedevo e giudicavo così.

Per un anno me ne sono felicemente allontanata, attratta dai lustrini di una Milano che, nei miei vent’anni, mi prospettava un futuro rampante e una dimensione cosmopolita. E infine a Modena ci sono tornata volontariamente e ci vivo tuttora. I miei figli sono nati qui. E ho scoperto di amarla. Di quegli amori adulti che vivono di tolleranza e accettazione dei difetti altrui.

Modena è una città imperfetta. E come tutte le cose imperfette, vivono di personalità e fascino unici. E’ un gioiellino storico con 2 principali punti di forza, il Duomo e il Palazzo Ducale, che solo ultimamente il comune sta valorizzando dal punto di vista turistico. Il centro storico appare come un gomitolo di vie e di portici anticamente percorsi da canali via via coperti nei secoli, e delimitati da edifici e 49 affascinanti palazzi storici secolari ricchi di affreschi, dal collegio San Carlo al Palazzo dei Musei.

C’è la mitica Via Emilia, che da Piacenza arriva a Rimini, come ci hanno insegnato a scuola. Sfida per tacchi a stiletto e passerella naturale di sabato, vive di negozi e degli echi storici di quando i romani passavano a cavallo per conquistare il mondo.

E poi dalla Via Emilia si imbocca corso Duomo e si rimane a bocca aperta alla vista di uno dei più begli esempi di architettura romanica che abbiamo in Italia. Una cattedrale dal marmo rosa perennemente tirato a lucido, abbracciato da una Piazza, chiamata Grande senza troppa originalità. Sotto il portico hanno sede il Comune e uno dei locali più belli e in voga della città, il Caffè Concerto.

Facciamo, come tutti i modenesi il sabato, una sosta alla porta regia, mentre i bambini cavalcano i leoni di marmo, che fanno da guardia al Duomo.

Modena ha la sua torre pendente, la Ghirlandina, che tanto esemplifica l’orgoglio e la superbia dei modenesi, perenni antagonisti di Bologna. Tant’è che proprio dentro la torre c’è la secchia rapita, simbolo della storica rivalità tra modenesi e bolognesi. Si tratta di una secchia di legno che i modenesi rubarono ai bolognesi al termine dalla battaglia di Zappolino nel 1325 a memoria della loro vittoria.

Una torre che si può visitare, non per tutti i suoi 90 metri di altezza, ma fino ai 50, per i quali ci vogliono 200 gradini, equivalenti a mezz’ora di palestra.

Quando si arriva in cima e si recupera fiato, ci si sente così in alto da credersi invincibili e si è senza remora nello sbirciare tra attici fioriti e finestre socchiuse. Gli occhi scorrono sulla grandeur del Palazzo Ducale dove i cadetti studiano per diventare generali, su Piazza Roma, e a est sulla Torre della Maserati bianca e blu nei suoi colori corporate, perché qui, non dimentichiamo, siamo nella terra dei Motori.

Da Piazza Grande compriamo mandarini all’antico mercato di Via Albinelli, e giriamo tra banchi colorati di frutta, tortellini, puzza di pesce freschissimo e battute in dialetto per una immersione di autenticità modenese.

Battesimo del sangue alla Trattoria Aldina di fronte al mercato, tra le più famose, economiche e antiche della città. Dove la pasta è rigorosamente fatta in casa dalle “rezdore” che la stendono col mattarello e colpi di bicipiti. Lasagne a torre intrise di ragù, burro e besciamella: andrete dritti con riserve fino a sera.

Poi vediamola da vicino questa famosa Piazza Roma, facendo attenzione a non bagnarci i piedi. Perché gli amministratori della città si sono inventati fontane a raso terra, motivo di felicità per i bambini d’estate. Davanti a noi il primo palazzo barocco d’Italia, il Palazzo Ducale, uno dei più importanti palazzi principeschi del Seicento, antica sede del Duca Francesco I. E’ oggi la prestigiosa sede dell’Accademia Militare, con cadetti seri, rasati ed elegantissimi che tagliano le mele, a ristorante, col coltello.

E poi a tirar fiato ai giardini ducali, l’antico parco di corte, che oggi è decadente e decaduto, oasi di verde tra i mattoni del centro. Sosta consigliata se i bambini hanno bisogno di uno sfogo e chiedono di fare un giro in giostra.

Riserviamo poi tempo allo shopping in Via Taglio o in Via Emilia, e una sosta caffè o thè all’antico Forno San Giorgio, che propone il miglior erbazzone e gnocco del centro, entrambi capaci di spegnere la fame ai più resistenti. Se si preferisce il dolce, allora consigliata Remondini, la pasticceria più antica ed elegante della città, in Via Farini. E poi perdiamoci tra le vie e i vicoli, senza seguire un itinerario preciso. E’ il modo in cui la città restituisce il suo vero sapore al visitatore.

In “zona” aperitivo, gli amanti del vino possono scegliere tra Archer e Compagnia di Via del Taglio (i miei preferiti), ordinando rigorosamente vini locali della storica cantina modenese Chiarli (superlativi). Gli appassionati di locali shabby chic possono optare per il Mon Café, i “milanesi” o internazionali possono invece ordinare un mohito allo Spaccio delle Carceri. E poi dritti a cena: intimità all’Incontro se si è senza figli, da Zelmira se si cerca un ristorante tipico, storico, ma di livello elevato (da provare i nidi di rondine, ricetta antica del locale). Oppure da Ermes per un’esperienza doc in stile Aldina, ma con tanto di oste in canottiera, o al Selmi 22 se preferite il buon pesce. Infine, per eventi speciali, anzi specialissimi, tappa alla Francescana, da Bottura,consacrato miglior ristorante al mondo (e forse anche tra i più cari). Perché a noi modenesi arrivare secondi non piace. La pensavano così anche Pavarotti, Vasco Rossi ed Enzo Ferrari, solo per citare i più noti modenesi diventati celebri. Tant’è che oggi, se vai all’estero e dici che sei di Modena, capiscono subito da dove vieni e che la tua è una città incredibile. Piccola, imperfetta, ma straordinaria.

Da vedere almeno una volta nella vita, anche solo per un giorno.

 

 

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